I Tavoli Cocciopesto

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I Tavoli Cocciopesto

Amalgama di frammenti fittili (tegole, mattoni, anfore) in un legante di calce, usato per impermeabilizzare pareti e pavimenti. Tecnica costruttiva romana per l'impasto di intonaci, formati da malta e frammenti di terracotta, e caratterizzati dall'impermeabilità della superficie.Tavolo in cocciopesto intarsiato
Tavolo
Il termine tavola deriva dal latino "tàbula" composto dalla radice "ta", ossia stendere, e il suffisso "bula"; per altri la voce deriva dal sostantivo latino "stabilem", stabile.Il tavolo è un mobile antichissimo e le prime testimonianze della sua esistenza risalgono al mondo greco antico. Risulta, infatti, da diverse pitture etrusche, che la più antica forma di tavola fosse rettangolare, con tre piedi, di provenienza greca. In Egitto erano solitamente usate tavole rotonde, munite di un solo sostegno ma ve ne erano anche di rettangolari con quattro gambe dritte o incrociate. Nell'antica Roma erano presenti vari tipi di tavoli, molto diversi tra loro a seconda degli usi cui erano adibiti: le tavole "cultuali" venivano usate per le offerte alle divinità che non si bruciavano sull'ara; la "mensa ponderaria" era una grande tavola collocata in un luogo pubblico della città. Non mancavano inoltre tavoli destinati alle case private: i tavoli domestici erano anzi presenti fin dall'età omerica. Per il pasto i romani usavano piccoli tavolinetti, uno per commensale, che venivano rimossi dopo aver mangiato; inizialmente molto semplici, questi tavoli si arricchirono con l'evolversi della civiltà. Nelle case era anche presente l'"abaco", un piccolo tavolo destinato a sorreggere vasi e oggetti artistici. Sempre romana ma di origine greca, la "mensa delphica", una tavola con un'unica gamba centrale terminante in tre piedi.Tavolo in cocciopesto con gambe in acciaio Questi tavoli erano molto ricchi di decorazioni, realizzati con legno, marmo o bronzo e scolpiti a figure umane o animali. Altri tavoli abbondantemente decorati avevano forma rettangolare, con quattro gambe incrociate o riunite a due a due, e cambiavano nome a seconda del materiale con il quale venivano realizzate, che di solito era legno o marmo. Esemplari bellissimi erano ricavati dal legno di cedro e venivano chiamate "mensae citreae", le decorazioni erano in avorio, oro, argento, rame, pietre preziose. Dopo lo splendore della civiltà romana, il tavolo ornato scomparve quasi completamente: per tutto il Medioevo e l'Alta Epoca, il tavolo da pranzo era solo un'asse posata su cavalletti e veniva smontata dopo il pasto.Solo nel corso del Cinquecento, il tavolo cominciò ad affermarsi in senso moderno: il tavolo cinquecentesco si presentava molto grande, rettangolare, con gambe maestose più o meno lavorate. Gli esemplari più belli del Rinascimento non furono però realizzati per la mensa ma solo a scopo ornamentale. Tavolo in cocciopesto da pranzoNel Seicento al tavolo rettangolare si affiancò la variante ottagonale con una grande base ad anfora. Questi tavoli erano comunque troppo grandi perché non ne esistessero anche di più piccoli e pratici. Nacquero così i tavolinetti del tipo "fratino", originari delle Marche, che avevano generalmente gambe a lira, ed il "tavolo piemontese", di origine inglese, che aveva una parte centrale fissa e due parti laterali abbassabili. Nel Settecento il tavolo divenne un mobile meno importante; i grandi tavoli erano rari e l'imponenza del Seicento lontana. Si affermarono però, nel corso del Settecento, altre tipologie di tavolo oltre a quello da pranzo: nacquero i tavolini da tè, i tavoli toilette, le table-cabaret, le liseuse, le coiffeuse, le table de chévet ed i tavoli da gioco. Questi piccoli tavoli si svilupparono soprattutto in Francia ed in Inghilterra, diventando un arredo indispensabile delle case signorili. Nell'Ottocento Neoclassico tornò la moda dei grandi tavoli rotondi: in particolare si diffuse il tavolo "a braciere", ispirato al tripode romano; nel periodo Impero questi tavoli si presentavano estremamente austeri, realizzati in legno scuro e con gambe o basi intagliate a forma di sfingi, cigni e schiavi. Tavoli lavorati in cocciopestoSempre durante l'Impero vennero recuperati i tavolini circolari del tipo "guéridon", nati alla corte del Re Sole e destinati a sorreggere lampade o oggetti artistici. In Inghilterra, nella prima metà dell'Ottocento, nacquero i "nest of tables", una serie di tavolini digradanti, usati nei salotti e nelle biblioteche.Tra la metà dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, l'Art Nouveau introdusse una nuova concezione dei mobili, che non dovevano più essere pensati come elementi isolati ma come parti di uno specifico arredamento. I tavoli Nouveau venivano realizzati in ferro o in legno e si presentavano estremamente sottili, con lunghe gambe e una linea fluente.Nella prima metà del Novecento, l'avvento dell'Art Déco segnò il trionfo delle linee e dei motivi geometrici e delle decorazioni semplici ma molto curate
Grandi lastre a basso spessore dimensionate per rincorrere le esigenze architettoniche. Superficimorbide e sensuali. Un bianco di bianco dai toni caldi. Un'eleganza inconfondibile. Decorazione: intarsi di cotto su cocciopesto.Tavolo intarsiato in cocciopesto
I tavoli RAVELLO E SPONTANEO conferiscono alla vita di tutti I giorni una speciale brezza di sensibilità mediterranea.
ARS VIVENDI ieri come oggi è l'arte del "buongusto" ,… la "via per la bellezza". ARS VIVENDI è un laboratorio artistico che opera nell'ambito dell'architettura, riproponendo in chiave personale, sia per l'impasto policromo sia che per la lavorazione ad intarsi, l'antica tecnica del Cocciopesto. Già in epoca romana il Cocciopesto veniva usato normalmente , sia nelle case patrizie come pavimentazione, sia nelle terme per rivestire pareti e soffitti, tracce eleganti di un mondo classico, ormai scomparso, che ARS VIVENDI ripropone. Il "Coccio" (frammenti di cotto) macinato più o meno fine, macinato più o meno fine, miscelato a leganti ed inerti, offre la possibilità di creare manufatti di vario tipo e dimensione. Tavoli Intarsiati in Cocciopesto con snodo

Il Cocciopesto non è un materiale per chi ama le superfici uniformi, caratterizzato oltremodo da tracce finissime di Craquelè o piccole increspature superficiali, questo materiale non viene profanamente livellato, ma attraverso la sua superficie che "vive" è in grado di trasmettere sensazioni piacevoli a chi vi entra in contatto. ARS VIVENDI sfrutta le possibilità infinite del cocciopesto, proponendo soluzioni nuove ed impensate per ogni tipo di architettura creazioni per pavimenti, top per bagni e cucine, tavoli, bordure, cornici per porte e finestre, caminetti piscine, pannelli artistici, specchi, quadri, scale, ecc. ARS VIVENDI eredita l'esperienza e la professionalità di TARSIE di Melioli G. e si ripropone con nuove strategie progettuali, nel rispetto di quei canoni che da sempre fanno della vita un'Arte.

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